Amore & Odio

Almanacco Illustrato del Motociclista
di Kiddo & Ruggeri

Il dilemma del bauletto

Una delle invenzioni più perverse che siano mai state concepite dal genere umano, fin da quando la cassettina di legno da agganciare sul portapacchi del Mosquito con le corde di midollo di bue è arrivato a diventare la valigetta di plastica stondata, per arrivare ai container in metallo capaci di squartare la fiancata di una Twingo come un apriscatole è senz’altro il bauletto da moto.
Esteticamente inguardabile, di solito orribile, nella migliore delle ipotesi soltanto brutto, al di là di qualsivoglia forma gli venga conferita e nonostante gli sforzi dei produttori; ma si consolino: fare un bauletto tollerabile a livello estetico non è cosa umanamente o divinamente possibile.
Il bauletto è capace come pochissimi altri orpelli di deturpare la linea intera di una motocicletta di qualsiasi tipo (cfr “La sella col pelo”, “Gli specchietti dei Mods”, “Il manubrio con le frange”, “I manicotti per l’inverno; ovvero prova a trovare la frizione”), complici le staffe che obbligatoriamente si è costretti a montare per reggerlo, specie su moto sportive o granturismo stradali (alcuni sono state vietate dalla convenzione di Ginevra, con il celebre comma “no dai, ragazzi, nun se pole vedè”), più tollerabili sulle maxienduro, dove almeno si confondono nella moltitudine di tubi a vista.
Il bauletto, poiché è posizionato al di fuori della proiezione a terra del perno della ruota posteriore, è una massa sospesa esterna all’interasse della moto, per cui è non solo fastidioso anche vuoto, ma soprattutto su moto piccole causa uno sbilanciamento molto ben avvertibile, meno su quelle di grossa cilindrata e stazza. Il bauletto scassa i maroni al passeggero che deve salire e scendere, tanto che viene giustamente preso a pedate ogni volta.
Ma la vera perversione che contraddistingue questo infernale oggetto, è che, siamo costretti ad ammetterlo, è maledettamente utile.
Molti Motociclisti, infatti, pur di non usarlo, preferiscono andare a giro tutto il tempo con le borse laterali, che se da un lato ci siamo ormai tutti abituati a vedere (non che siano belline neanche quelle, capiamoci), causano dei notevoli problemi di ingombro laterale, tanto che non è difficile agganciarsi ogni tanto a qualche auto in coda, ma hanno il notevole pregio di non sbilanciare con oscillazioni del peso improvvise il guidatore, anzi abbassano il baricentro e contribuiscono alla stabilità del mezzo. Il bauletto, specie in città, non ingombra lateralmente, consentendo al pilota una notevole libertà di zigzagare fra le auto.
Il conflitto interiore che inizia a dilaniare il Motociclista, che di solito ha il trittico a disposizione per i lunghi viaggi, finisce per divorarlo.
Il bauletto mai, non si può vedere! Sì, però è comodo, posso fare piccole commissioni tenendo oggetti asciutti. Metti le laterali. Mi aggancio alle macchine. È brutto. Sì ma ci tengo la tuta antiacqua. Legala dietro. Già due me ne hanno inculate. Porta uno zaino. Mi si infradicia tutto! E se devo portare il figliolo agli allenamenti lo zaino rompe. Dallo a lui. Ha già la borsa della palestra, anzi così mi entra anche quella, e quando lo lascio ci entra il casco suo. Sì, ma quanto pesa tutta ‘sta roba dietro?! Sai come guidi dimmerda. Ma cosa vuoi guidare?! Vado in città a due all’ora.
Come nella più classica gag col diavoletto e l’angiolino, il Motociclista è diviso fra tenere il bauletto o volarlo in un angolo sperduto del garage, e poiché proprio noi de l’Almanacco non siamo qui per fornire risposte, ma porre irrisolvibili domande chiediamo ai nostri lettori… Aspetta, dove ho messo la chiusa del pezzo? Occavolo… l’ho lasciata nell’agendina, che è rimasta in quella mmerda di bauletto.